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Gli aspetti igienico-sanitari dell’aria nelle condotte degli impianti di condizionamento e la correlazione tra la qualità dell'aria negli edifici (Indoor Air Quality) e la salute delle persone che li occupano.

Gli inquinanti presenti nell’aria possono essere di tipo chimico (ossidi d’azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio e ozono), di tipo fisico (fibre minerali, amianto, particolato aerodisperso), di tipo microbiologico (acari, funghi, batteri, ecc), oppure prodotti da combustione.

Essi sono causa di numerose affezioni e malattie che si presentano sotto forma di irritazioni alle mucose, raffreddori, influenza, allergie.

Tra i più pericolosi troviamo la tristemente nota Legionella, batterio acquatico che riesce a formare rapidamente colonie anche nei sistemi idraulici prodotti dall'uomo, quali torri di riscaldamento o condensatori evaporativi. Normalmente questi batteri vengono dispersi nell'ambiente circostante attraverso gli impianti di condizionamento. Se inalati da persone fisicamente deboli, possono indurre lo sviluppo della malattia, nei casi più gravi, con esito mortale.

Da qui la necessità di salvaguardare la salute degli occupanti intervenendo sull’igiene degli impianti di condizionamento.

Due sono i problemi direttamente collegati alla qualità dell'aria: la ventilazione e la contaminazione. Il primo viene superato da una buona progettazione, il secondo da una corretta manutenzione e dalla pulizia delle condotte.

Eppure, oggi, un gran numero di impianti funziona ancora in condizioni tali da rendere assai più probabile il "malessere" anziché il benessere degli occupanti.

A livello nazionale il Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) risponde a queste esigenze di igiene e di benessere, richiedendo monitoraggi e controlli specifici sulla qualità dell’aria (Capo III, Sezione I, art. 15 e art. 22).

A livello regionale è la Liguria la prima ad intervenire sul tema, con la Legge n. 24 del 2002, che prescrive che tutti gli impianti aeraulici (di riscaldamento e di raffrescamento) negli edifici con volume superiore a 1000 m³, devono essere realizzati da macchinari e condotte rispondenti a specifici requisiti.

Per rispondere alla normativa vigente quindi tutte le parti dei circuiti aeraulici, dalle condotte di aspirazione e di mandata, alla centrale di trattamento d'aria, alle bocchette, ai diffusori di mandata, alle griglie di ripresa interne ed a quelle di prelievo dell'aria esterna, devono essere oggetto di una corretta progettazione, di un periodico monitoraggio e se necessario di pulizia o bonifica completa.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che il 30% degli edifici di recente costruzione o ristrutturati presentano problemi legati alla sindrome da edificio insalubre (SBS), con conseguenze sugli occupanti in termini di malessere generale, difficoltà di concentrazione ed assenteismo.

Il NEMI (National Energy Management Institute) valuta che il 50% degl’impianti di ventilazione sono insalubri e che circa il 70% dei locali frequentati dal pubblico (hotels, ristoranti, banche, etc) presentano condizioni igieniche dell’aria interna assai degradate, a causa del pulviscolo e degli agenti contaminati sollevati dal movimento all’interno dell’ambiente, che favoriscono la proliferazione di funghi e batteri all’interno delle condotte d’aria.

Danni derivanti dalla contaminazione dell'aria indoor:

Sulla Salute

  • Asma
  • Allergie
  • Bronchiti
  • Malessere generale

Sui materiali

  • Sistemi di stoccaggio magnetico
  • Metalli
  • Tessuti
  • Apparecchiature elettroniche

Principali cause di disagio

  • Scarso ricambio d’aria: 48,3%
  • Contaminazione dall’interno: 17,7%
  • Contaminazione dall’esterno: 10,3%
  • Scarso controllo umidità relativa: 4,4%
  • Contaminazione da materiali: 3,4%
  • Altre cause: 15,9%

Monitoraggio con videoispezione e prelievo di campioni

Per l'ispezione delle condotte si utilizzano sia robot cavoguidati dotati di videocamere a colori, sia sonde con telecamera incorporata. Contemporaneamente si effettua un prelievo di campioni delle incrostazioni e/o polveri presenti nella condotta. Tali prelievi vengono analizzati per determinare la quantità di particolato depositato e il livello di contaminazione (batteri e muffe). I risultati, normalmente, vengono riportati in un Verbale di Ispezione che farà parte del Libretto Impianto Aeraulico.

Pulizia delle condotte

Le tecniche di pulizia sono basate sull'utilizzo di un aspiratore dotato di un filtro assoluto e di spazzole rotanti montate su Robot cavoguidato o su di un cavo flessibile comandato da un motore esterno. L'azione combinata dell'aspiratore e delle spazzole permette la perfetta pulizia di tutto il sistema canalizzato. Dopo aver effettuato la pulizia delle condotte si spruzza all'interno delle tubazioni prodotti idonei alla distruzione dei germi patogeni ancora presenti (sanificazione).

Conclusioni

La pulizia e sanificazione delle condotte aerauliche costituiscono requisiti irrinunciabili per la tutela della salute delle persone che occupano gli ambienti climatizzati.

Fino ad oggi vi è stata, anche a livello nazionale, una carenza di informazione per comprendere che la pulizia e l'igienizzazione dell'impianto influiscono sulla salubrità degli ambienti nei quali soggiorniamo. La normativa nazionale e quella regionale (Liguria) lo impongono. Ora tocca ai vari gestori di immobili capirne l’importanza ed intervenire sugli impianti.

LA LEGGE DELLA REGIONE PUGLIA 16 APRILE 2007 N. 10, AL CUI ART. 34 (NORME PER LA PREVENZIONE E LA DIFFUSIONE DI MALATTIE INFETTIVE) PREVEDE L’OBBLIGO DELLA MANUTENZIONE IGIENICO-SANITARIA DEGLI IMPIANTI AERAULICI PER STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE, SCUOLE PUBBLICHE E PRIVATE, STRUTTURE PENITENZIARIE. Vedi allegato

Realizzato da Antonella Borgia

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